Binago - Villa singola di nuova costruzione in classe energetica A4.La villa è disposta su due livelli abitativi composti da: Piano terra con ampio soggiorno, cucina a vista e abitabile open space, bagno e locale caldaia;Piano primo: quattro camere, bagno, cabina armadio e due comodi balconi ad angolo.Completano la soluzione un giardino privato di circa 350 mq e autorimessa per auto collegata all'abitazione.Per informazioni Giuseppe Greco 347.2205310.Binago è un comune italiano di 4 834 abitanti della provincia di Como in Lombardia. Dista da Como 17 km, da Varese 9 km e dal confine con la Svizzera 6 km. Sorge lungo la strada statale 342 Briantea, che collega i due capoluoghi lombardi. È situato sulla sommità settentrionale del Parco della Pineta di Appiano Gentile e Tradate. Gli abitanti sono comunemente detti scusarìtt.Alcuni attribuiscono l'origine del toponimo a un borgo romano di nome Bivianus, esteso laddove oggi si trovano le località di San Salvatore e Monello. Un'ipotesi promossa da Dante Olivieri ricondurrebbe il toponimo di Binago al nome gentilizio romano Bivonius. Il nome di Binago compare per la prima volta, sia pure circondato da molte incertezze, in un documento redatto nell'anno 774; si tratta di un atto di vendita in cui viene citata una località a nome Bionaco o Bionago. Il documento però non contiene alcun esplicito riferimento al paese. Bisogna attendere ancora tre secoli per trovare un chiaro indizio riguardante un abitato a nome Binago. Il suffisso -ago è comune a molti toponimi della zona e indica una probabile influenza celtico-romana.Architetture religiose:Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (xvii secolo)Chiesa di San Giovanni Battista (xvi secolo), internamente decorata dal Morazzone l'edificio sorse negli anni a cavallo tra la fine XVI secolo e gli inizi del successivo: così come appare oggi, esso è il frutto di un lungo processo di modificazione, sia nella parte architettonica che in quella decorativa, ed è solo in parte simile al progetto originario. Trasformazioni, aggiunte e ammodernamenti, in qualche caso di portata assai vasta, ne hanno sensibilmente alterato nel corso del tempo la struttura e la veste sia interna che esterna, adeguandola di volta in volta alle mutevoli esigenze pratiche, di culto ed estetiche. L'aspetto attuale della parrocchiale di San Giovanni risale in gran parte a una generale ristrutturazione condotta tra la fine del 1800 e gli inizi del ventesimo secolo.Chiesa di Santa Maria (xv secolo), al cui interno conserva affreschi del Quattrocento e del Cinquecento.Cappella della Madonna.Architetture civili:Madonna con Bambino, casale CassinazzaCassinazza (cascina della fine del XV secolo)Casa del Popolo (1898-1901)Ex-convento francescano (xvii secolo)Palazzo CastiglioniPalazzo De Cristoforis e Palazzo Lavezzari (xviii secolo)Evoluzione demografica:Secondo un censimento effettuato negli anni 1545-1546, risultava composta da 56 famiglie.Nel 1574 abitavano nel paese 77 nuclei famigliari, per un totale di 467 persone.652 nel 1751924 nel 1771999 nel 17991 582 dopo l'annessione di Beregazzo e Castelnuovo nel 18091 741 nel 18531 792 nel 1859La parrocchia di Binago è parte del Decanato di Appiano Gentile e dell'Arcidiocesi di Milano e segue il rito ambrosiano; la parrocchia dispone di un oratorio, che accoglie la pastorale giovanile. È documentato a Binago il culto di Sant'Agata durante il Medioevo.La biblioteca comunale di Binago è una delle 34 biblioteche del Sistema bibliotecario "Ovest Como", che insieme ai Sistemi "Intercomunale di Como", "Lario Ovest" e "Brianza Comasca", forma la rete provinciale delle biblioteche.La principale frazione di Binago, chiamata Monello, è situata nella zona sud-orientale del paese, presso il confine con Castelnuovo Bozzente e Beregazzo con Figliaro. È una zona prevalentemente residenziale e agricola, con diverse fattorie; al centro dell'abitato sorge la chiesa dedicata ai santi Pietro e Paolo, festeggiati il 29 giugno. Il nome "Monello" deriva dal fatto che presso questa frazione in epoca comunale correva il confine tra il territorio di Milano e quello di Como: lungo la strada che collegava Como con la valle dell'Olona sorgeva il casello daziario dove pagare il passaggio tra i due territori, e la gabella veniva chiamata appunto monello.