Passoscuro in villino bifamiliare con le facciate recentemente ritinteggiate, a cinquanta metri dalla spiaggia, vendesi appartamento al piano terreno/rialzato composto da ingresso soggiorno due camere cucina abitabile e bagno. L'appartamento affaccia verso un ampio giardino pavimentato di circa centottanta metri quadrati.Passoscuro (talvolta indicato come Passo Oscuro, toponimo usato in precedenza) è un piccolo abitato sulla costa del Lazio, nel tratto litoraneo a nord-ovest di Roma, a settentrione del centro abitato di Fregene, dal quale dista 5 km.Da un punto di vista amministrativo, è una frazione del comune di Fiumicino, ricadente nella ex quarantasettesima zona di Roma (Z. XLVII, Palidoro), nell'Agro Romano. L'abitato, di storia urbanistica piuttosto recente, risale al Novecento e sorge nelle immediate adiacenze della costa sabbiosa del litorale lazialeTorre di Palidoro, con la targa commemorativa dedicata a Salvo D'AcquistoL'area in cui sorge l'abitato era sicuramente frequentata fin dall'età romana: poco più a nord, in località Torre di Palidoro, a ridosso della duna costiera, sono emersi alcuni resti archeologici in opus reticolatum appartenenti a una villa romana[3].Il toponimo viene fatto derivare da un passaggio costiero frequentato dai cacciatori, menzionato in una nota di papa Benedetto XIII nel 1724.Nella porzione a settentrione dell'abitato novecentesco, presso la foce del Fosso delle cadute[4], ricadente in un'area di proprietà privata, sorge una torre di guardia costiera, detta Torre di Palidoro, nei cui pressi giacciono le già citate vestigia della villa romana[4]. La torre fu eretta nell'XI secolo, in funzione difensiva, quale presidio della costa contro le minacce della scorrerie saracene[5]. Cessata la sua ragione difensiva, la torre cadde in rovina e fu ricostruita molto più tardi, nel XVI secolo[5].Quest'area fu poi donata all'ospedale Pio Istituto del Santo Spirito di Roma dalla famiglia Peretti, tenutaria del vicino Castello di Torre In Pietra.Sviluppo urbanistico novecentescoL'abitato moderno iniziò a popolarsi durante gli anni venti del Novecento, quando l'area era frequentata soprattutto da pescatori. Lo sviluppo urbano proseguì, in maniera disordinata e "irrazionale"[6], dopo la seconda guerra mondiale. Intorno agli anni quaranta-cinquanta, dopo che l'area era stata integralmente bonificata, vi vivevano poco più di 200 famiglie, sistemate in baracche precarie[7], e "tucul" realizzati in legno, argilla, frasche e canne palustri[6]. Emarginati dalle aree urbanizzate, questi primi abitanti di Passo Oscuro "vivevano di rane, pesci d'acqua dolce e d'acqua salata, caccia di frodo, raccolta nel bosco"[6].L'organicità informale e irrazionale di questa architettura di emergenza è andata via via offuscandosi sotto la spinta dell'abusivismo edilizio degli ultimi decenni del Novecento, con l'edificazione di piccole abitazioni in muratura, anche su terreni non di proprietà, occupati abusivamente, a volte per evoluzione e trasformazione di precedenti baracche[7]. Spesso la tipologia costruttiva ricadeva nel campo dell'autocostruzione[7]. A questo fenomeno si aggiunse la proliferazione delle seconde case illegali. Questo processo di crescita disordinata ha dato vita a una congerie di architetture che conferisce all'abitato, all'inizio degli anni 2000, un'apparenza organica e metafisica[8].L'abitato si presenta come un agglomerato di case piccole e basse (in genere di uno o due piani[8]), attraversato per tutta la sua lunghezza da una strada maestra che corre all'interno del paese, parallela alla costa[8].